Il 1° agosto 2013 Assotelecomunicazioni-Asstel, titolare del CCNL per le imprese esercenti servizi di telecomunicazioni e Assocontact, Associazione che rappresenta le imprese che svolgono attività di contact center in outsourcing hanno firmato con le Organizzazioni sindacali di categoria Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil uno specifico Accordo collettivo – tenuto distinto dal CCNL TLC – per la disciplina delle collaborazioni a progetto nelle attività di vendita di beni e di servizi, recupero crediti e ricerche di mercato, realizzati attraverso call center in outbound.

L’Accordo – che riguarda circa 30.000 lavoratori a progetto – da attuazione alle previsioni di cui all’articolo 24 bis, comma 7 del decreto legge 83/2012 che consente l’utilizzo delle collaborazioni a progetto per tali attività sulla base di un corrispettivo definito “dalla contrattazione collettiva nazionale di riferimento”.
Gli organi di informazione hanno dato ampio risalto alla firma dell’Accordo. Per un approfondimento vai alla sezione dicono di noi.

Il 30 settembre 2013, le Parti hanno firmato un Accordo di interpretazione autentica per risolvere ogni possibile dubbio interpretativo sulla nozione di “minimo tabellare” contenuta nell’Accordo.

In applicazione di quanto previsto al punto 2 del capitolo “Corrispettivo” dell’Accordo, dal 1° gennaio 2015 il livello retributivo minimo orario da corrispondere al collaboratore è pari al 70% del minimo retributivo di un lavoratore inquadrato al secondo livello del CCNL TLC.

A seguito degli intervenuti mutamenti legislativi che hanno riguardato il campo delle collaborazioni, le Parti hanno successivamente sottoscritto l’Accordo 30 luglio 2015 di Adeguamento dell’Accordo 1° agosto 2013.

Il 28 giugno 2016 Asstel ha sottoscritto un’intesa, integrativa e modificativa di quella siglata nell’agosto 2013 con l’obiettivo di trovare un equilibrio più sostenibile che ha differito l’aumento del minimo garantito – che in assenza di accordo sarebbe scattato dal 1° luglio 2016 –  e rafforzare, agendo in modo innovativo e più snello, le tutele in materia di welfare riorientandole verso l’erogazione di prestazioni di tipo SANITARIO.

Il 31 luglio 2017 è stato soscritto l’Accordo   – sottoscritto il successivo 4 agosto da Ugl Telecomunicazioni – che raccoglie in un Testo Unico e aggiorna tutte le intese siglate a partire dal 2013 fra le parti sociali, che riguardano la disciplina delle collaborazioni nelle attività di vendita di beni e servizi e di recupero crediti realizzate attraverso call center in outbound e le successive modifiche ed integrazioni concordate, anche a seguito delle modifiche del quadro legislativo intervenute nel frattempo. L’intesa raggiunta ha confermato il modello di erogazione del compenso economico legato ai risultati, fermo restando la previsione di un corrispettivo minimo orario commisurato al minimo retributivo di un lavoratore inquadrato al II livello del CCNL TLC. Al riguardo è stata rivista la progressione del “compenso minimo garantito”  nei seguenti termini: l’aumento dall’80% al 90% del minimo del II livello del CCNL TLC che sarebbe dovuto scattare dal 1° gennaio 2018 è differito al 1° aprile 2019. La successiva progressione dal 90% al 100% che sarebbe dovuta intervenire dal 1° gennaio 2019 è differita al 1° aprile 2020.

Gli altri aspetti qualificanti dell’Accordo riguardano: il meccanismo della graduatoria di prelazione; le prestazioni sanitarie per i collaboratori attraverso un Piano sanitario integrativo del SSN avviato con successo nel febbraio scorso, che si è potuto concretizzare grazie a una speciale convenzione stipulata dalle parti firmatarie  con FareMutua, società di mutuo soccorso, e UniSalute, compagnia specializzata in assistenza sanitaria.

Sono quindi superati i precedenti verbali di accordo sottoscritti in materia a partire dal 1° agosto 2013 fino a quello del 28 giugno 2016.