Equo compenso

Per equo compenso si intende la remunerazione per copia privata, prevista dalla direttiva comunitaria 2001/29/CE, recepita all’art. 70 sexies ed octies della legge sul diritto d’autore (l.n. 633 del 1941), che rimanda ad un decreto del Ministro dei beni culturali e ambientali la determinazione quantitativa dei corrispettivi che produttori ed importatori di apparecchi assoggettati al compenso devono versare alla SIAE.
Il decreto ministeriale è stato rinnovato nel 2010 e ha introdotto nuove categorie di apparecchiature su cui, dal 31 dicembre 2010, è dovuto il compenso.
Contro il c.d. decreto Bondi Asstel ha opposto ricorso, poichĂ© l’ha ritenuto eccedente quanto previsto dalla normativa comunitaria.
Nella nuova versione dell’equo compenso, sono soggetti alla normativa tutti i supporti e gli apparecchi dotati di memoria, compresi i telefoni cellulari.
L’onere aggiuntivo a carico del consumatore raggiunge anche le decine di euro per alcune tipologie di apparecchiature.
Asstel ritiene che l’applicazione indiscriminata di misure parafiscali di questo tipo abbia un effetto depressivo del mercato.

Dal decreto ministeriale del 31 dicembre 2010 è prevista l’istituzione presso la Presidenza del Consiglio di un tavolo di lavoro tecnico, incaricato di monitorare le dinamiche reali del mercato dei supporti e degli apparecchi interessati dal prelievo per copia privata e formulare proposte ai fini dell’aggiornamento del decreto stesso.