«Le relazioni industriali sono sempre più uno strumento strategico per governare il cambiamento e le grandi trasformazioni in atto, a partire da quella digitale e dall’adozione dell’intelligenza artificiale nelle organizzazioni del lavoro, accompagnando l’evoluzione delle professionalità e lo sviluppo di nuove competenze». Lo ha dichiarato Laura Di Raimondo, direttrice generale di Asstel – Assotelecomunicazioni, intervenendo a “Quale Lavoro – Venticinque anni di relazioni industriali con Il Diario del Lavoro”.
«Il lavoro di cui abbiamo bisogno è un lavoro capace di evolvere, nel quale le competenze siano riconosciute e costantemente aggiornate, le professionalità possano crescere e l’innovazione generi nuove opportunità per le persone e valore per le imprese. In questo scenario, la contrattazione collettiva può rappresentare un concreto strumento di politica industriale, capace di governare l’innovazione, definire percorsi condivisi e creare le condizioni per dare continuità agli investimenti delle imprese nel Paese e nelle persone.
È su queste basi che si costruisce un patto per la competitività e la coesione sociale. Imprese, parti sociali e istituzioni sono chiamate a condividere una sfida decisiva: accompagnare le trasformazioni del lavoro, tenendo insieme produttività, qualità dell’occupazione, competitività e sviluppo», ha concluso.
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