«I giovani non hanno smesso di immaginare il loro futuro, chiedono solo di poterlo costruire». Lo ha dichiarato Laura Di Raimondo, Direttrice Generale di Asstel, alla tavola rotonda dell’incontro Cambiano i giovani, cambia il lavoro, organizzato a Roma dalla Fondazione Magna Carta per presentare la ricerca del suo Osservatorio sulla Crisi demografica.
I dati: 355 mila nati nel 2025, fecondità a 1,14 figli per donna, oltre il 48% dei 25-34enni che vorrebbe un figlio entro tre anni. A frenarli sono incertezza economica e difficoltà di conciliazione.
«Colpisce il paradosso della stabilità», ha osservato Di Raimondo. «Tra i 26 e i 34 anni quasi otto giovani su dieci hanno un contratto a tempo indeterminato, ma più della metà guadagna meno di 1.500 euro. Il contratto chiude la precarietà giuridica, non quella esistenziale. E mentre i giovani danno al welfare di conciliazione un punteggio di 9 su 10, meno del 3% delle imprese ha attivato l’insieme di queste misure».
Per la filiera delle telecomunicazioni, che impiega 200 mila persone, tre sono le leve, ha aggiunto DI Raimondo. «La prima sono le competenze: abbiamo aggiornato la mappatura a 75 profili professionali, con nuove figure legate all’intelligenza artificiale e alla cybersicurezza, e serve formazione permanente per chi entra e per chi è già in azienda. La seconda è il welfare e lavoro di qualità: il rinnovo del CCNL dell’11 novembre 2025 agisce in questa direzione anche rafforzando sanità integrativa e previdenza complementare. La terza è la visione e la prospettiva: ai giovani dobbiamo dare un luogo nel quale investire e restare, servono percorsi di carriera visibili, una cassetta degli attrezzi moderna per fornire risposte ai loro bisogni che sono legati alle grandi trasformazioni di questo tempo, delle crisi ricorrenti, e un dialogo tra le quattro generazioni che oggi convivono in azienda. Crediamo profondamente nel valore dello scambio reciproco tra chi porta nuove capacità e nuovi approcci al lavoro e chi mette a disposizione un patrimonio di conoscenze tecniche e industriali consolidato nel tempo. La storia delle telecomunicazioni è una storia costruita nel tempo attraverso la tecnologia, l’innovazione e, soprattutto, attraverso le persone che ogni giorno hanno saputo trasformare idee, decisioni e competenze in qualcosa di concreto e tangibile. Una storia che continua anche grazie alle ragazze e ai ragazzi che iniziano il viaggio professionale nelle nostre imprese, una storia cui tutte le generazioni devono poter contribuire con i propri talenti», ha concluso.
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