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Valore sociale, valore industriale e valore economico: sono questi gli asset che rendono strategico al livello mondiale il settore delle telecomunicazioni”, cosi’ ha esordito Laura Di Raimondo, Direttore di Asstel, durante l’intervento “Telco per l’Italia” il summit CorCom-Digital360, con i rappresentanti del mercato.

“Le imprese della Filiera Tlc avranno sempre più un ruolo centrale nel sistema Paese: in termini di connettività e servizi per i cittadini, in termini di valore industriale grazie alla possibilità di abilitare servizi per le imprese e la pubblica amministrazione, pensiamo all’IoT, all’industria 4.0, e infine in termini di valore economico generato”.

“Dobbiamo pero’ aprire una riflessione – ha proseguito Laura Di Raimondo Il settore ha registrato una contrazione, pari ad un terzo del proprio valore, passando da 41,9 mld di euro del 2010 a 27,9 mld di euro del 2021. Questo andamento è da attribuirsi ad una dinamica competitiva forte, che ha portato a un calo dei prezzi del 33,3% dal 2011, e agli interventi sui prezzi regolati. A questo, purtroppo oggi, si affianca una ulteriore criticità per la Filiera: l’aumento del costo dell’energia. Nel 2021 i consumi hanno superato i 4,3 TWh e collocano il settore tra quelli a maggiore consumo. Tuttavia, poiché le telecomunicazioni non rientrano nella categoria dei cosiddetti settori energivori, non possono accedere alle misure specifiche ad essi dedicati”.

Ha poi concluso: “E’ necessario favorire e sostenere lo sviluppo della Filiera Tlc attraverso una politica industriale dedicata e di lungo respiro, finalizzando misure già avviate: penso all’introduzione di misure strutturali di mitigazione del costo dell’energia, all’IVA ridotta per i servizi digitali, all’adeguamento dei limiti elettromagnetici e all’assegnazione della banda alta 6 GHz. Infine, prevedere una partecipazione delle Big Tech agli investimenti necessari, laddove si trattasse di dover effettuare investimenti aggiuntivi a fronte di specifici incrementi di traffico.

Abbiamo, inoltre, il dovere di accompagnare il processo di evoluzione del lavoro attraverso la creazione di percorsi formativi “permanenti” di upskilling e reskilling. La ripresa passa anche da un pieno sostegno da parte delle Istituzioni agli investimenti pubblici e privati in Ricerca e Sviluppo, dagli investimenti in formazione delle competenze e dal rafforzamento dell’istruzione professionale e STEM. Servono politiche attive ed educative rinnovate che guidino l’innovazione. Inoltre, crediamo sia auspicabile un supporto pubblico alle finalità del Fondo di Solidarietà Bilaterale TLC, strumento essenziale per contribuire al riequilibrio della Filiera offrendo soluzioni non più emergenziali, ma strutturali nell’ambito dei processi di trasformazione e transizione tecnologica e digitale”.