“Oggi parlare di sovranità digitale significa parlare della capacità del Paese di governare le tecnologie che ne determinano competitività, sicurezza e sviluppo economico. Sovranità digitale non significa chiusura o autosufficienza, ma capacità di scelta: decidere quali tecnologie utilizzare, dove collocare i dati, come proteggere le infrastrutture critiche ed evitare dipendenze passive. In questa prospettiva, le reti di telecomunicazione rappresentano il fondamento di questa sovranità: non più solo infrastrutture di connettività, ma parte essenziale di una nuova infrastruttura digitale, in cui convergono dati, capacità di calcolo, sicurezza e servizi avanzati. Intelligenza artificiale, cloud, edge computing, cybersecurity e, in prospettiva, quantum computing possono generare valore solo se poggiano su reti connesse, resilienti, sicure e sostenibili. Per questo è fondamentale continuare a investire nelle reti, nelle competenze e nella capacità industriale del settore, dentro una visione di lungo periodo e una collaborazione stabile tra operatori, imprese tecnologiche e istituzioni. La capacità dell’Italia di essere protagonista nella nuova economia digitale dipenderà sempre più dalla solidità e dall’evoluzione delle proprie reti di telecomunicazione”. Lo ha dichiarato Laura Di Raimondo, direttore generale di Asstel, intervenendo al panel “Le Reti che Governano il Futuro – Dalle infrastrutture TLC alla nuova architettura digitale del Paese”, promosso da Asstel con la collaborazione di KPMG nell’ambito della World Tech Conference organizzata da Micromegas a Milano.
Al centro del confronto il ruolo delle infrastrutture di telecomunicazione nell’abilitare la diffusione delle tecnologie emergenti – dall’intelligenza artificiale al cloud, dall’edge computing alla cybersecurity fino alle prospettive offerte dal quantum computing – e nel sostenere competitività, sicurezza e innovazione del sistema Paese. Reti fisse e mobili, torri, data center distribuiti e piattaforme di servizio sono sempre più parte di un ecosistema integrato, chiamato a garantire non solo connettività, ma anche capacità computazione distribuita, resilienza, continuità operativa e servizi digitali avanzati.
L’incontro, introdotto da Davide Di Labio di KPMG, ha riunito alcuni tra i principali protagonisti dell’ecosistema delle telecomunicazioni e delle infrastrutture digitali: Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber; Federico Protto, amministratore delegato e presidente di Cellnex Italia; Massimo Bertolotti, Communications and Infrastructure Senior Director di Sky Italia; Luigi Piergiovanni, direttore tecnico e commerciale di Sielte; e Antonio Morabito, Director Business Development & Marketing di TIM Enterprise.
Nel corso del panel è stata inoltre evidenziata la centralità degli investimenti infrastrutturali per sostenere la crescente domanda di servizi digitali avanzati. Secondo i dati presentati da KPMG, l’Europa registra una copertura media della fibra FTTH pari al 79,4%, a fronte di un tasso di adozione di circa il 55%, segno di un significativo potenziale di crescita ancora da sviluppare. Parallelamente, oltre 110 gruppi di operatori a livello globale hanno già attivato partnership satellitari, confermando una crescente integrazione tra reti terrestri e non terrestri per garantire resilienza, continuità operativa e sicurezza delle infrastrutture critiche.
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