“La proposta di Digital Networks Act rappresenta un passaggio rilevante per il futuro della connettività europea. Valutiamo positivamente l’impostazione generale del provvedimento, che riconosce il ruolo strategico delle reti di comunicazione elettronica per la competitività industriale, la sicurezza, la resilienza e lo sviluppo digitale dell’Europa. Come settore siamo pronti a dare il nostro contributo affinché lo strumento europeo contribuisca a sviluppare la filiera delle telecomunicazioni, sempre più centrale per il nostro Paese. Le nostre imprese sostengono non solo infrastrutture e servizi digitali attraverso rilevanti investimenti che devono essere sostenuti, ma anche occupazione qualificata, innovazione e competenze indispensabili per la competitività dell’Italia”. Così Laura Di Raimondo, direttore generale Asstel nel corso dell’audizione sul Regolamento Ue sul Digital Networks Act presso la Commissione Politiche Ue della Camera.
“Il Digital Networks Act – prosegue Di Raimondo – è un’occasione importante per aggiornare il quadro regolatorio europeo alle rilevanti trasformazioni tecnologiche e di mercato. Perché questa occasione produca effetti concreti, il regolamento deve sostenere gli investimenti, ridurre la frammentazione normativa, favorire un uso industriale dello spettro, superare le asimmetrie dell’ecosistema digitale e consentire lo sviluppo di servizi innovativi sulle reti gigabit e 5G. L’obiettivo non è introdurre deregolamentazione, ma costruire una regolazione più moderna, proporzionata e coerente con la centralità strategica delle reti. Le reti di telecomunicazioni – aggiunge – non sono più un servizio ordinario di mercato: sono infrastrutture strategiche per la sicurezza nazionale del paese la competitività industriale e la sovranità digitale. Oggi gli operatori di telecomunicazioni si muovono con vincoli regolamentari significativamente più stringenti rispetto alle grandi piattaforme digitali con effetti diretti sulla capacità di investimento e innovazione. Siamo nel pieno di una trasformazione radicale trainata dall’intelligenza artificiale e da servizi che richiedono reti ancora più potenti e sicure. In questo scenario è essenziale che le regole evolvano: servono condizioni che permettano alle Tlc di sviluppare nuovi servizi e competere alla pari. Ridurre le asimmetrie normative non è solo una questione di equità ma una scelta industriale geopolitica. Le telecomunicazioni sono la base materiale della transizione digitale europea: senza reti sostenibili, sicure e capaci di evolvere, non vi possono essere piena sovranità digitale, innovazione ed evoluzione industriale né competitività del sistema europeo”, conclude Di Raimondo.
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