“In un contesto segnato da profonde trasformazioni tecnologiche e industriali, il rinnovo del CCNL delle Telecomunicazioni rappresenta un passaggio decisivo per accompagnare l’evoluzione della filiera e rafforzare un modello di sviluppo sostenibile, fondato su qualità del lavoro, innovazione e responsabilità sociale”. Lo ha dichiarato Laura Di Raimondo, Direttore Generale di Asstel, intervenendo oggi a L’Aquila nell’ambito del convegno “Libertà sindacale, concorrenza e dumping”.
“Il CCNL TLC sottoscritto l’11 novembre 2025 è un vero e proprio contratto di trasformazione: non si limita ad aggiornare gli aspetti economici, ma introduce una nuova visione delle relazioni industriali, configurandosi come una ‘cassetta degli attrezzi’ per accompagnare l’innovazione industriale e la crescita digitale del Paese”.
Secondo Di Raimondo, il valore del contratto risiede anche nel suo carattere sistemico: “Per la prima volta siamo di fronte a un autentico patto di sistema, rafforzato dal ‘Patto per lo sviluppo industriale della Filiera delle Telecomunicazioni e per la crescita digitale del Paese’, che sancisce una piena convergenza tra imprese e organizzazioni sindacali sugli obiettivi industriali della filiera”.
Un percorso che trova proprio nell’evento de L’Aquila una tappa significativa: “Momenti di confronto come questo rappresentano passaggi fondamentali del cammino che imprese e sindacati stanno compiendo insieme dopo la firma dell’Avviso Comune: un’intesa strategica orientata alla crescita digitale del Paese e alla costruzione di una rappresentanza sempre più forte e autorevole nel dialogo con le istituzioni italiane ed europee”, ha ribadito.
Un’attenzione particolare è stata dedicata al comparto dei call center e dei servizi di CRM/BPO, uno dei più esposti ai fenomeni di dumping: “Il rinnovo contrattuale introduce una parte speciale dedicata al CRM-BPO, pensata per sostenere la trasformazione e la sostenibilità del settore, migliorando competitività, produttività e qualità dei servizi, ma soprattutto tutelando l’occupazione e contrastando la concorrenza al ribasso tra contratti”.
“La nuova disciplina – ha proseguito – prevede strumenti innovativi, come una classificazione del personale più aderente alle evoluzioni del settore, maggiore flessibilità organizzativa attraverso orari multiperiodali e lavoro agile, oltre a una revisione della clausola sociale che tiene conto dell’esperienza maturata negli anni”.
Un comparto, quello del CRM/BPO, che rappresenta un tassello fondamentale della filiera TLC: “Parliamo di un ecosistema che complessivamente conta circa 200 mila addetti, di cui tra i 35 e i 50 mila operano proprio nei servizi di customer management e business process outsourcing, un segmento strategico ma caratterizzato da forte frammentazione e quindi particolarmente esposto a dinamiche distorsive”.
In questo contesto, assume rilievo anche la giurisprudenza: “Una recente sentenza del Tribunale di Trani valorizza il ruolo dei CCNL “leader” stipulati dalle “associazioni dominati nel medesimo ambito produttivo” come presidio contro il dumping contrattuale e come sede centrale di regolazione della flessibilità del mercato del lavoro.
Nella sentenza si riconosce questo ruolo al CCNL TLC perché le organizzazioni datoriali e sindacali firmatarie del CCNL TLC risultano pacificamente dotate di una rappresentatività storica e strutturata nel settore delle telecomunicazioni, avendo partecipato in modo continuativo alla regolazione collettiva di un comparto produttivo di rilevanza strategica”.
“È un segnale importante – ha aggiunto – che rafforza il percorso intrapreso, in particolare in occasione dell’ultimo rinnovo del CCNL TLC che ha definito una sezione ad hoc per il mondo del CRM/BPO, e conferma la necessità di continuare a investire su un modello di relazioni industriali fondato sulla responsabilità di parti sociali veramente rappresentative che, con la loro azione, favoriscono modelli industriali nei quali la competizione si svolge sulla qualità del servizio, sulla capacità organizzativa e sull’innovazione, non sulla destrutturazione delle regole contrattuali”.
“In un ecosistema complesso come quello delle telecomunicazioni – ha concluso Di Raimondo – la sfida non è solo tecnologica, ma anche sociale e industriale: il CCNL è lo strumento attraverso cui vogliamo guidare questa trasformazione, sostenendo la competitività delle imprese e contribuendo allo sviluppo digitale del Paese, contrastando ogni forma di dumping e valorizzando il lavoro di qualità. Solo così, lavorando insieme come parti sociali, possiamo difendere mercato, lavoro e competitività”.
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